Blog in sei ottavi

Utente: solaconio
"Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con gli uomini".
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Sola con io

Ma solo con io davanti allo specchio, a tu per tu, dico sempre la verita' (R. Gaetano)

martedì, 20 gennaio 2009

Vade retro autobus!

L'idea della campagna dell'Unione Atei e Agnostici Razionalisti, di cui abbiamo parlato, ha suscitato, com'era prevedibile, numerose reazioni.
I contrari si esprimono con l'istituzionale obiezione dai vari rappresentanti ecclesiastici, attraverso l'appoggio a un gruppo a sostegno dell'esistenza di Dio e articoli che non solo definiscono l'iniziativa "inutile e di cattivo gusto" ma la vedono come un'espediente dell'UAAR per ottenere visibilità e pubblicità gratuita.
I sostenitori e i simpatizzanti non mancano di fantasia e, tra i tanti, spicca un sonetto intitolato "Autobus senza Dio" pubblicato su Aprile on line in cui viene data la immaginariamente la parola al Cardinal Angelo Bagnasco presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) considerato il motivo per cui si sia scelta Genova come città di lancio della discussa campagna.
Il viaggio di una frase
L'idea è approdata in Italia dopo essersi già diffusa nel vecchio e nel nuovo continente.
Anche in questi casi si sono sollevate polemiche e discussioni che, tuttavia, hanno portato a risvolti molto diversi da quelli cui stiamo assistendo.

Londra
Gli atei inglesi hanno promosso la campagna per le strade della Capitale con la frase “There’s probabily no God. Not stop warrying and enjoy your life” (Probabilmente Dio non c´è. Adesso smettila di preoccuparti e goditi la vita). Il successo dell'iniziativa ha permesso di raccogliere, attraverso le donazioni, una somma tale da permetterne la diffusione su tutti i mezzi pubblici del territorio nazionale.
Nel Regno Unito la protesta si è espressa attraverso l'associazione “Christian Voice” adducendo come motivazione la violazione della "veridicità" della frase presentata come "dato di fatto" che, in quanto tale deve essere provato.

Il principale promotore, il professor Dawkins, a nome della British Humanist Association, si è dichiarato disposto a collaborare nel caso in cui le Autorità decidessero di aprire un'inchiesta.
Inoltre, la Chiesa Anglicana ha ringraziato l'associazione degli umanisti britannici "il cui interesse per il trascendente è motivo di meditazione per tutti sul significato della vita".

Barcellona
L'Unione atei e liberi pensatori lo stesso slogan: “Probablemente Dios no existe. Deja de preocuparte y disfruta la vida”.
Decisamente pittoresco il caso di Madrid. Il giorno di Natale, nel periodo in cui l'Associazione degli atei stava trattando per l'acquisto degli spazi di pubblicazione sui mezzi pubblici, su un' autolinea interurbana si leggeva "Dio esiste. Godi della vita in Cristo". Lo spazio è stato acquistato coi fondi di 60 credenti di una piccola chiesa evangelica.

Washington
Approdata negli Stati Uniti d'America lo slogan diventa un gioco di parole: “Why believe in a god? Just be good for goodness sake” (Perché credere in un dio? Solo per essere buoni per amor di Dio).

La polemica è arrivata da un rappresentante dell'American Family Association con una motivazione un po' dogmatica: “la parola di Dio ci insegna cosa è giusto e cosa è sbagliato; se ognuno agisse seguendo la propria coscienza il mondo sarebbe dimora esclusiva di pazzi”.
Più concrete le risposte organizzate delle associazioni di credenti: si risponde a colpi di slogan.
Nel Maryland il Center for Family Development ha scelto “Why Believe? Because I created you and I love you, for goodness’ sake - God>” (Perché credere? Perchè ti ho creato e ti amo per amor di Dio - Dio).

In Pennsylvania l'associazione Friends of Christ dice: “Believe in God. Christ is Christmas for goodness’ sake” (Credere in Dio. Cristo è nato per il bene.
Ma gli USA non finiranno mai di stupirci. Chi ha detto che si parla solo del Dio di Abramo? Ed ecco che compaiono gli ingegniosi protagonisti dell’associazione American Muslism che sulle strade della Florida hanno promosso lo slogan: “Islam: The Message of Abraham, Moses, Jesus and Muhammad” (Islam: il messaggio di Abramo, Mosè, Gesù e Maometto).


Una questione tutta italiana

Tornando nel Bel Paese, istituzionalmente abbiamo due soggetti in gioco: la concessionaria degli spazi pubblicitari sui mezzi pubblici del capoluogo ligure, il Comune di Genovae l'acquirente che quello spazio lo avrebbe regolarmente acquistato. La Chiesa colloca trasversalmente il suo parere generando azioni e reazioni di varia natura.

Perché no: le motivazioni della concessionaria
Fabrizio Duchene, l'amministratore delegato della IGPDEcaux, la concessionaria della pubblicità sui mezzi di trasporto pubblici di Genova ha rilasciato al Corriere della sera una dichiarazione in merito al rifiuto a concedere lo spazio all'UAAR.
La motivazione è meramente burocratica e rimanda al codice di autodisciplina della comunicazione commerciale dello I.A.P.(Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria). L'articolo 10 stabilisce come "La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. Essa deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni".
A coloro che obiettano che il messaggio non si possa definire commerciale risponde citando l'articolo 46 del codice che si riferisce alla comunicazione sociale, all'interno della quale si collocherebbe l'iniziativa, e recita:"È soggetto alle norme del presente Codice qualunque messaggio volto a sensibilizzare il pubblico su temi di interesse sociale, anche specifici, o che sollecita, direttamente o indirettamente, il volontario apporto di contribuzioni di qualsiasi natura, finalizzate al raggiungimento di obiettivi di carattere sociale".

Cos'ha di più un reggiseno? Il comunicato stampa dell'UAAR
Se le giustificazioni al ripensamento procedono per vie ufficiali, allo stesso modo si richiedono dei chiarimenti.
Raffaele Cercano, segretario generale dell'UAAR, risponde con un comunicato stampa sul sito dell'associazione: “Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se dicessero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste. Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux. Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13mila euro, continua”.

Libertà di espressione e censura: Genova riflette
Dopo il comunicato stampa, gli organi istituzionali di Genova si sono trovati di fronte alla difficile necessità di prendere una posizione e di fornire una risposta "politica". Come nella migliore delle tradizioni la strategia è "prendere tempo" per considerare tutti gli elementi in gioco.
Il Comune ci sta pensando e precisa che non è stata attuata nessuna censura. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, dichiara su La Repubblica: «Questa è una città che sta facendo parlare l´Italia interna per le posizioni di libertà assunte da Fabrizio De Andrè. La campagna, secondo me, è un invito a riflettere e naturalmente esprime un punto di vista, non mi pare faccia proselitismo perché tutti diventino atei».
Il presiidente dell'A.M.T. (Azienda Mobilità e Trasporti di Genova) aggiunge: «Stiamo esaminando la cosa, ma l´azienda non può fare interventi censori a meno che non si tratti di oscenità o pornografia. Per poter bloccare la campagna, insomma, dovremo avere motivazioni ineccepibili. Si può discettare sul buono o cattivo gusto dell´iniziativa, ma non c'è alcun elemento per bloccarla».

composto da: solaconio alle ore 18:29 | link | commenti
categorie: andante
giovedì, 15 gennaio 2009

Genova e la buona novella su strada

La buona novella degli atei e degli agnostici viaggia su gomma.
L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) ha lanciato una nuova campagna in movimento. Il mezzo sono i bus di Genova, città già iniziata da quella di De André (di cui abbiamo recentemente ricordato i dieci anni della scomparsa).
Ma stavolta al posto dei vangeli apocrifi (ispirazione del suddetto album di Faber) abbiamo una novella nuova di zecca: «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno».
Un'idea che partendo dal Regno Unito ha già attraversato gli Stati Uniti e l'Australia tornando in Europa attraverso la penisola iberica per approdare nel Paese in cui ha sede la Città del Vaticano e dove l'ingerenza dell'Ecclesia impregna l'aria e i media.
Incredula mi accorgo che è vero e aspetto di vedere la medesima scritta sui mezzi della Capitale. Magari sul 64 (la linea Termini/San Pietro).

I particolari della campagna li trovi cliccando qui.
Inoltre, ovviamente, è stato anche promosso un evento su facebook.

composto da: solaconio alle ore 16:54 | link | commenti
categorie: allegro
giovedì, 11 dicembre 2008

Acqua porti via la guerra

Se il diluvio che, abbattendosi violento sulla Capitale, portasse via con sé la lordura delle guerre - come auspicato nella canzone di Loredana Berté - almeno avrebbe più senso.
Più di quanto ne abbia essere sveglia nel cuore della notte ad ascoltare rombi di tuono e scroscio di pioggia.
Tanto forti da avermi destato e da tenermi sveglia.

Domattina i magazzini dei negozi su via Tiburtina saranno allagati?
Perché, anche se l'acqua portasse via la guerra, coi tombini intasati non arriverebbe nemmeno alle fogne.
Ce la troveremmo stagnante e galleggiante sulla strada almeno fino all'intervento delle idrovore dei Vigili del Fuoco.

Torno a chiudere gli occhi tre ore.
Poi andrò in ufficio.
A nuoto, s'intende!

composto da: solaconio alle ore 03:01 | link | commenti
categorie: andante
sabato, 06 dicembre 2008

Come volare

Quando si sogna di volare si ha quella sensazione meravigliosa di leggerezza, di libertà, di realizzazione dei desideri più reconditi.
La scorsa notte ho sognato di essere su "Leggo", il quotidiano gratuito che distribuiscono alle Fermate della metropolitana.
Preferisco City, alla fine ha i Sodoku.
Ma ero su Leggo e ignoro quale fosse il motivo.
Tre foto, non delle migliori e un articolo.
Ero bellissima, ero sorridente, ero realizzata.
Per qualunque motivo fossi sul giornale ero felice.
Trasmettevo gioia.
Era una bella notizia, non commemorativa. Ero viva e mi leggevo.
Ero io.
Sono io.
Come volare, è stato come volare.

composto da: solaconio alle ore 10:04 | link | commenti
categorie: allegro
mercoledì, 26 novembre 2008

Fermata d'autobus

Risalendo dalle budella della metro chiudo la zip del giaccone.
Nel piazzale dei capolinea degli autobus il cielo è plumbeo e pioviggina alla "azzuppaviddrano", come direbbe Andrea Camilleri.
Qualche ombrello si apre. Il mio no.
Fa freddo però.
Aspetto l'autobus ferma sotto una pensilina.
Se vado a piedi mi fradicio.
Aspetto un po'.
I minuti continuano a passare e la gente ad aumentare in questo posto asciutto.

Sul sedile protetto dalla pioggia un uomo parla da solo.
I suoi vestiti puzzano di urina.
Poco più in là una signora in un cappotto rosso ha gli abiti inzuppati di acqua di colonia.
L'odore della pioggia è un ricordo.

Davanti a me una donna accompagna una ragazza che porta i sintomi della Sindrome di Down.
Una giovanissima fanciulla si mette a parlare con la signora narrandole del suo altruismo e dell'opera prestata in centri per disabili.

L'autobus non arriva.

L'uomo continua a parlare da solo.
La signora col cappotto rosso immerge il naso nel suo foulard per non sentire l'odore di piscio.
Una coppia di Rumeni con una carrozzina e due bimbe si ripara sotto la pensilina.
Discutono del lavoro mentre le bambine mangiano patatine fritte.

I minuti continuano a passare.
La ragazza Down ha freddo nonostante abbia i guanti.
La sua accompagnatrice parla ancora con la giovanissima samaritana.

Lei alza gli occhi.
Incrocia il mio sguardo.

Un istante.
Si avvicina pronunciando il suo nome: "L".
Si siede sulla panchina sotto la pensilina, tra l'uomo che parla da solo e la donna col cappotto rosso.
Le fanno spazio.
Mi abbraccia mentre resto in piedi.
Ricambio l'abbraccio carezzandole i capelli.
Un minuto e la sua accompagnatrice si accorge che L è con me.
Vorrebbe allontanarla ma capisce dal mio sguardo tutto va bene.

Arriva l'autobus e i posti sotto la pensilina, in piedi ed a sedere, restano vuoti.

Ignoro cosa tu abbia visto.
Ma hai compreso tutto di me in uno sguardo.
Desideravo solo essere abbracciata.
Forte come hai fatto tu.
Grazie L.

composto da: solaconio alle ore 23:38 | link | commenti
categorie: adagio
lunedì, 17 novembre 2008

DolceMente

In punta di piedi, così, piano piano...
Senza farsene accorgere i giorni se ne vanno, scappano uno dopo l'altro lì dove nessuno può più trovarli: nel passato.
Ci salto sopra, come sui sassi in uno stagno.
Solo per arrivare sull'altra sponda.
Mi allontano discretamente dalla riva arida, povera e spoglia che mi ha ospitata.
Ho imparato a sopravvivere in quel posto.
Ma ora è tempo di vivere.

composto da: solaconio alle ore 21:31 | link | commenti
categorie: andante
lunedì, 27 ottobre 2008

Coraggio o incoscienza?

A volte si fanno delle scelte.
Da alcuni vengono giudicate "coraggiose" da altre "prive di ogni buon senso".
In piena crisi economica lasciare il posto di lavoro è una pazzia.
Io l'ho fatto, ho dato il preavviso, nel 2009 riparto.
Come?
Lo ignoro. Da libera professionista, da precaria, facendo qualcosa che dia un senso alla mia vita lavorativa.
Nessuno compagno, nessun uomo, nessun figlio...
Perché usare dodici ore di ogni giorno della mia vita a fare un lavoro che non mi piace, dove divento sempre più triste ed abbrutita.
Ho spezzato la catena, folle, incosciente...
Coraggiosa?
So solo che mi sento meglio, più leggera e credo di essermi ripresa la mia vita.
Confido in me stessa.
E nella vita.


composto da: solaconio alle ore 09:55 | link | commenti (2)
categorie: moderato
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