Ma solo con io davanti allo specchio, a tu per tu, dico sempre la verita' (R. Gaetano)
Celebre differenza proposta da Catullo (Carme LXXII):
[...] Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
Qui potis est, inquis? Quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.
A oggi suonerebbe più o meno così:
[...] Ora ti conosco: motivo per cui nonostante io bruci con maggiore ardore,
mi appari di minor valore e più leggera.
E ribatti "Com'è possibile?" Perché una simile offesa
induce ad amare in misura maggiore ma a voler meno bene.
Proprio da quando facevo il liceo cerco di capire questa differenza che Catullo (io lo adoro!) fa tra l'amore e il voler bene. Per l'autore è molto più solido e consolidato il secondo sentimento: il voler bene legato a una comunanza di fini, aspirazioni, obiettivi e ideali. L'amore è sensualità, passione, carne.
Ecco... Riflettevo. Ma l'amore non è esattamente il connubio di ambo gli aspetti?
Faccio già molta difficoltà a ragionare con chi mi divide il sesso dall'amore (tra l'altro darei una randellata in testa a chi usa in tutte le occasioni l'espressione "fare l'amore" - Ma come cavolo si fa a "fare" l'amore? Col cacciavite e il martello?) figurarsi la distinzione tra amare e bene velle...
Ebbene ai posteri l'ardua sentenza! Ovvero a voi!
Trattasi di un esperimento discussione che aiuta a riflettere colei che scrisse (allo voleva scrivessi e io scrissi... Adesso gli tocca pure pensare!).
*N.B. 6 Ottobre 2005... Non ho resistito, ho dovuto lasciare questo post: avevo ancora una questione da chiarire. A voi nei commenti. Grazie!
