Sola con io

Ma solo con io davanti allo specchio, a tu per tu, dico sempre la verita' (R. Gaetano)

mercoledì, 05 ottobre 2005

Amare e bene velle

Celebre differenza proposta da Catullo (Carme LXXII):
[...] Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
Qui potis est, inquis? Quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.
A oggi suonerebbe più o meno così:
[...] Ora ti conosco: motivo per cui nonostante io bruci con maggiore ardore,
mi appari di minor valore e più leggera.
E ribatti "Com'è possibile?"  Perché una simile offesa
induce ad amare in misura maggiore ma a voler meno bene.

Proprio da quando facevo il liceo cerco di capire questa differenza che Catullo (io lo adoro!) fa tra l'amore e il voler bene. Per l'autore è molto più solido e consolidato il secondo sentimento: il voler bene legato a una comunanza di fini, aspirazioni, obiettivi e ideali. L'amore è sensualità, passione, carne.
Ecco... Riflettevo. Ma l'amore non è esattamente il connubio di ambo gli aspetti?
Faccio già molta difficoltà a ragionare con chi mi divide il sesso dall'amore (tra l'altro darei una randellata in testa a chi usa in tutte le occasioni l'espressione "fare l'amore" - Ma come cavolo si fa a "fare" l'amore? Col cacciavite e il martello?) figurarsi la distinzione tra amare e bene velle...

Ebbene ai posteri l'ardua sentenza! Ovvero a voi!
Trattasi di un esperimento discussione che aiuta a riflettere colei che scrisse (allo voleva scrivessi e io scrissi... Adesso gli tocca pure pensare!).

*N.B.   6 Ottobre 2005... Non ho resistito, ho dovuto lasciare questo post: avevo ancora una questione da chiarire. A voi nei commenti. Grazie!


composto da: solaconio alle ore 16:10 | link | commenti (50)
categorie: andante

Commenti
#1   05 Ottobre 2005 - 16:24
 
quasi vi fosse una connotazione "razionale" e fors'anche "utilitaristica" nel voler bene catulliano...

uffi, ma perchè mi tocca provare a scrivere cose intelligenti?
secondo me trombava troppo poco, ecco!:-P
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#2   05 Ottobre 2005 - 16:33
 
allo su, dai! Ce la puoi fare! Io so che puoi! Qual è l'utilitarismo del "voler bene" catulliano?
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#3   05 Ottobre 2005 - 16:37
 
è quello che hai scritto tu credo
"legato a una comunanza di fini, aspirazioni, obiettivi e ideali".
ti voglio bene se sto meglio con te, se la mia vita migliora con te, mentre ti amo a prescindere del male che tu puoi farmi...
azzarderei un voler bene parentale (ma possibile che io mi metta a far analisi (da 4 soldi) di testi di catullo quando non la facevo nemmeno al liceo?
:-P
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#4   05 Ottobre 2005 - 16:38
 
Che meraviglia, ritrovarmi, in mezzo a tanti geroglifici e codici fiscali di k x e siglette varie, un post che riporti le parole del mio Catullo..

La differenza tra "amare" e "bene velle" è ESATTAMENTE la differenza tra sesso ed amore. Catullo si ritrova a vivere una passione bruciante per la sua Lesbia, donna volubile e fedifraga, e pur disprezzandone gli atteggiamenti e persino l'essenza stessa (essendo quindi incapace di amarla con affetto), ne risulta maggiormente attratto, la desidera contro ogni logica. Così la dicotomia si fa sempre più forte: "odi et amo", "sentio et excrucior"; "deprecor illam assidue, verum dispeream nisi amo".. "la copro ogni giorno d'insulti, ma morissi se io non la amo". E' una passione senza affetto, dettata solo da una cieca attrazione che diventa idealizzazione assoluta, visionaria dell'amata (a lei dedica addirittura il celebre "ille mi par esse deo videtur", attribuito alla poetessa Saffo). Una passione insana, che lo dilania (è il senso di quell'excrucior) e della cui pericolosità è allo stesso tempo perfettamente cosciente: "miser Catulle, desinas ineptire", "misero Catullo! Smettila di illuderti!"; l'inutile appello a tutte le sue facoltà mentali per resistere ("at tu, Catulle, destinatus obdura").
Ecco dunque il significato di quella frase che hai riportato: l'atteggiamento volubile di Lesbia lo porta a desiderarla ancora di più, ma a provare per lei sempre meno stima, meno affetto. E' in sostanza la dannazione dell'amante che soffre per il "foedus" violato, che vorrebbe smettere di amare, consciamente, ma non sa e non può sottrarsi alla passione fisica, che è da sempre forza irrazionale, irrefrenabile.

Ciao, buona giornata,

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#5   05 Ottobre 2005 - 16:45
 
ecco, dopo l'intervento di dottorciolo potresti cortesemente CANCELLARE i miei commenti???
cazzo, son riuscito a non farmi segare in latino per 5 anni cinque e vengo rimandato a settembre in rete...
raccolgo i miei stracci e fuggo in blog dove sia pieno di k e robe del genere:-P
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#6   05 Ottobre 2005 - 16:47
 
Ciao dottorciolo, benvenuto e... Grazie dell'analisi illuminante.
Mi è chiaro il testo, ma...
L'intento in realtà non era sapere quel che pensava realmente Catullo, ma quel che pensate voi: esiste differenza tra sesso e amore?
Esiste differenza tra amare e voler bene?
Si può amare senza voler bene?

allo rispondi a queste...
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#7   05 Ottobre 2005 - 16:49
 
io non rispondo più se non in presenza del mio avvocato PensieriStellari
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#8   05 Ottobre 2005 - 16:49
 
allo non sei assolutamente rimandato! Non è una versione... Vorrei solo sapere se voi vivete queste differenze...
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#9   05 Ottobre 2005 - 16:50
 
dal commento #3 puoi comunque dedurre come la penso direi;-)
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#10   05 Ottobre 2005 - 17:01
 
Dici allo che tu ameresti una persona a prescindere da quel che è? Anche se ti "fa del male"?
Mettiamola così: permetti alla persona che ami di farti del male?
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#11   05 Ottobre 2005 - 17:07
 
ecco, questa persona c'è da qualche mese... se avesse già iniziato a farmi del male sarebbe grave, ti pare:-P
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#12   05 Ottobre 2005 - 17:09
 
allo ma allora tu la ami! E diresti che le vuoi anche bene, no?
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#13   05 Ottobre 2005 - 17:12
 
certo (sia alla tua deduzione sia alla domanda, che mica vado a vivere con una che mi sta un po' simpatica e basta:-)) ), non penso di riuscire a separare le due cose... (con questo non voglio dire che non sia possibile "zompare" senza sentimento ecc)
e cmq si, penso sia possibile amare anche quando qualcuno ti fa del male. questo non vuol dire che tu non possa lasciare questo qualcuno, ma questo non implica che il tuo sentimento sia mutato "da un giorno all'altro"...
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#14   05 Ottobre 2005 - 17:14
 
Grazie allo! Lo vedi, quando ti impegni...
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#15   05 Ottobre 2005 - 17:30
 
vorrei dire al dottorciolo che il suo Catullo for Dummies ha del geniale! vorrei idolatrarlo un pochetto se me lo permettete.

ora che ho studiato "catullo for dummies" mi posso pure permettere di contraddirlo. l'amore che prova per Lesbia è il senso di possesso che si prova per chi non potrai mai possedere. Non penso che sia amore. O quantomeno potrebbe essere una forma "tumorale" dello stesso (perdonami il bruttissimo esempio).

La differenza fra amore e voler bene è che bene gliene vuoi agli amici, ai parenti, ai gatti... è un sentimento dato dall'affetto, dalla stima, dalla conoscenza. L'amore per me è l'unione di questo voler bene, ma anche del sesso e dell'amicizia (che nessuno fin'ora ha citato).

poi si può anche zompare qua e là ma non c'entra nulla con nessuna delle cose dette find'ora.

dunque: sono stata abbrava? :)
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#16   05 Ottobre 2005 - 17:31
 
detto questo: si può amare anche chi ci fa male... se l'idea in partenza non era quella (mi viene in mente la confessione di un tradimento)... ma quando si subisce male per lungo tempo (ed il lungo dipende da ogni singola umana sopportazione) poi si smette allo stesso modo di amare ed anche di volere bene...
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#17   05 Ottobre 2005 - 17:42
 
sid bravissima, direi... E ancora grazie a dottorciolo che ha subito ricontestualizzato il tutto così siamo passati ai giorni nostri (anche se ancora non ha detto la sua...).
Allora sid a volte... No, purtroppo spesso nonostante il partner provochi sofferenza (e non solo con un tradimento e/o con la confessione dello stesso)molte persone non riescono a smettere di amare.
Non vogliono smettere di amare perché non sanno stare soli.
La domanda è: e questo è amore? O è soltanto l'incapacità di stare bene nella solitudine?
Forse chi non si ama chiama amore quel sentimento che prova nei confronti di un altro essere umano?
Chi non si ama può amare?
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#18   05 Ottobre 2005 - 17:55
 
Sì, penso che l'autostima entri alla stragrande nella questione. C'entra col fatto che quando finisce un amore (citiamo subito Cocciante, così ce lo leviamo di torno), tanto per cambiare nell'umana natura, ti devi smazzare i sensi di colpa: ero o non ero adeguato/a alla situazione? Ho sbagliato? Potevo fare meglio? Inoltre c'è una componente indubbia di desiderio di possesso e , tanto più grande sarà stato l'investimento in termini emotivi che è stato fatto nella relazione, tanto più difficile sarà staccarsi da essa.In tutto questo però c'è parecchia devianza, nel senso che tanto più la relazione risulta equilibrata perché tali sono le forze che la reggono, tanto meno sarà traumatica la rottura. Ma siamo alle solite: è possibile parlare di razionalità nell'amore? La domanda è ancor più retorica delle parole che la precedono, perciò mi defilo!!!!

rosa (gettato sasso, nascosta mano)
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#19   05 Ottobre 2005 - 17:58
 
sola ma chè ce l'hai con me? no dico! ho risposto perfettamente a tutte le domande! ho dato prova di grande intelletto e capacità di scrittura e tu adesso te ne vieni fuori con sta roba nuova? Proff... lo dica che mi odia e vuole mettermi 2!

sola la tua visione è interessante e molto intelligente. si! probabilmente la paura della solitudine può avere grande spinta nel sentimento dell'amore. però ancora una volta io mi domando se sia amore vero o se, di nuovo, non si stia parlando di possesso.
Mi rendo conto che dalla mia analisi si trae un unico risultato: dove c'è una "sofferenza" non c'è amore.
E' sicuramente un risultato troppo freddo e banale ed anche semplicistico di tutta la cosa, ma sono fondamentalmente sicura che anche nelle difficoltà più grandi il sentimento d'amore porti gioia. Se a questo sentimento è legato invece il dolore, la paura, la possessione, la gelosia malata, insomma, qualsiasi altro sentimento negativo... ecco, mi convinco che non si parli di amore vero.
Oppure... di un amore vero destinato comunque ad avere breve vita.
per paura di rimanere sola posso lottare con le unghie e con i denti per non perdere la mia "unica possibilità di felicità" ma se questa sfugge a lungo non posso che arrendermi e lentamente modificare il mio sentimento... credo siano naturali anche le corazze!
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#20   05 Ottobre 2005 - 18:08
 
rosa benvenuta ed è davveno un onore avere una Very Important Person che fa un commento così sintetico e (lasciami dire) per nulla retorico! Il problema è che troppe crisi derivano dai se, dai ma e dai poi. Infiniti rapporti finiscono con tormenti e sensi di colpa... Ma colpa di cosa? Inutili sensi di colpa e dubbi per qualcosa che ormai non c'è più...Panta rei. Grazie, rosa!
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#21   05 Ottobre 2005 - 18:16
 
sola grazie eh! ho fatto un pistolotto lungo 10 minuti di lettura e tu commenti rosa e fai finta di non vedermi?
grazie! me ne arricorderò me ne! :)
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#22   05 Ottobre 2005 - 18:18
 
sid se continui così ti becchi la lode e il bacio accademico. Non c'è una risposta giusta ma i tuoi ragionamenti sono lucidi e filano.
D'accordissimo con il tuo discorso sul possesso ma non credo che l'amore possa nascere dalla paura. Sopratutto dalla paura di restare soli.
Quando ami dovresti donarti all'altro/a e per farlo devi stimarti, amarti, devi valere... Dovresti essere un dono prezioso.
Vero: l'amore porta gioia ma anche sofferenza (e non solo quando finisce).
Dici credo siano naturali anche le corazze... Io non credo siano "naturali" ma che siano estremamente usate e diffuse perché le persone hanno un'estrema paura di farsi male e di soffrire. Ma le corazze appesantiscono l'individuo e rendono il cammino più faticoso e il peso da portare sempre più gravoso. Ogni passo con quell'armatura corrisponderebbe a cento fatti senza... Con più lividi, graffi e qualche frattura ma, senza corazza, sicuramente si va più avanti.
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#23   05 Ottobre 2005 - 18:24
 
sid ti sei resa conto vero che ti ho vista, che meritavi un commento a parte, che andavi verso la lode e che stavo argomentando la risposta?
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#24   05 Ottobre 2005 - 18:31
 
non avete anche voi l'impressione che, con un po' di copia e incolla, vengano fuori i due concetti di amore che hanno l'uomo e la donna? perchè tanto lo sappiamo tutti che sono due concetti diversi, no?
mi convinco sempre più che gli uomini dovrebbero stare con gli uomini e le donne con le donne!
se solo riuscissi a farmi piacere il sedere dei maschi più del culetto delle femmine...
un bacio
p.s.:sono acrerrimo, lo so! peggio di uno yogurt al limone, che -non a caso- è il mio preferito.
utente anonimo

#25   05 Ottobre 2005 - 18:39
 
utente anonimo i due concetti di amore... Più che una differenza di genere (uomo/donna) credo che ne esistano una molteplicità di significati attribuiti al termine 'amore': almeno uno per ogni individuo che cammina sul globo.
Ridurre la differenza a una dicotomia mi pare veramente eccessivo.
Tra l'altro, data la prevalenza di commenti femminili, ti chiederei di illuminarmi sintetizzando questo tuo copia/incolla con i due diversi "concetti" di amore.
Non sei acerrimo è che hai la corazza di cui parla sid spessissima, pesantissima e, presumibilmente, la indossi da talmente tanto tempo che si sarà anche un po' arruginita. Tutto qui: basta un po' di sgrippante.
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#26   05 Ottobre 2005 - 18:48
 
"ti voglio bene se sto meglio con te, se la mia vita migliora con te, mentre ti amo a prescindere del male che tu puoi farmi..." allodj
"Ecco dunque il significato di quella frase che hai riportato: l'atteggiamento volubile di Lesbia lo porta a desiderarla ancora di più, ma a provare per lei sempre meno stima, meno affetto. E' in sostanza la dannazione dell'amante che soffre per il "foedus" violato, che vorrebbe smettere di amare, consciamente, ma non sa e non può sottrarsi alla passione fisica, che è da sempre forza irrazionale, irrefrenabile." dottorciolo
"penso sia possibile amare anche quando qualcuno ti fa del male. questo non vuol dire che tu non possa lasciare questo qualcuno, ma questo non implica che il tuo sentimento sia mutato "da un giorno all'altro"" allodj
"Chi non si ama può amare?" solaconio
"Se a questo sentimento è legato invece il dolore, la paura, la possessione, la gelosia malata, insomma, qualsiasi altro sentimento negativo... ecco, mi convinco che non si parli di amore vero." sidgi

non è prontezza di riflessi: era pronto già da prima in previsione della replica. ;-P
chiaramente sono estrapolazioni del tutto personali, non me ne vogliano i citati
un bacio
utente anonimo

#27   05 Ottobre 2005 - 19:04
 
un bacio (io vedo sempre prima "utente anonimo" chiedo venia) i citati diranno se concordano (soprattutto perchè hai tagliato assai!) ma... Le conclusioni? Qui pare che l'omo ha da soffrì e basta... Te lo compro io lo sgrippante se argomenti questa visione dicotomica che a te sembra così lampante.
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#28   05 Ottobre 2005 - 22:35
 
Accidenti, non mi aspettavo un accanimento tale su questo post! Di solito sono abituato a commenti di due, tre persone.. qui siamo quasi pronti ad istituire un catulliano forum.. beh, meglio.
Prima di tutto, Allodj, io non ho facoltà di rimandare nessuno, ma comunque la tua analisi è tutt'altro che errata: di sicuro è razionale mentre scrive questi versi, sull'utilitarietà della cosa, non sono d'accordo ma potrebbe essere un altro punto di vista (io tendo a prendere le difese di Catullo, ma potrebbe essere tranquillamente l'ultimo degli stronzi!)
Sul fatto che avesse una vita sessuale carente, mi permetto di dissentire, basta leggere alcuni dei suoi carmina..

IL TEOREMA (che non ha attinenza con quello di "prendi una donna...")
Dunque, come per ogni teorema che si rispetti si deve partire da qualche assioma. Tale assioma è l'Amore (A maiuscola), che il DeMauro definisce "sentimento intenso ed esclusivo verso qcn., spec. una persona dell’altro sesso, basato sul desiderio erotico e sull’affetto". Definiamo quindi Amore come amore (desiderio erotico) + affetto. Quindi se il buon Venditti ci dice "non c'è sesso senza amore", in un certo senso si potrebbe rispondere "non c'è amore senza sesso", estendendo il concetto di "sesso" a quello di "attrazione fisica".
Amore è dunque dato da una coesistenza di affinità fisica e mentale, se volete, spirituale.
Si parla poi di sentimento "intenso", ovvero che abbia anche una componente irrazionale, impossibile da controllare, e questo lo può testimoniare chiunque sia stato innamorato, dici cose idiote, fai cose idiote, fondamentalmente ti comporti come un idiota, ma non ti importa perché il tuo cervello ha perso ogni contatto con la realtà reale e svolazzi nel tuo personalissimo mondo perfetto. Ovviamente questo da solo non può esistere, deve esserci anche una componente reale. Rubando a Nietzsche un paio di termini, possiamo dunque individuare in Amore le due componenti dell'Apollineo (luminosa razionalità) e del Dionisiaco (vitalità passionale ed istintiva).
Ultimo concetto del nostro assioma, l'esclusività del sentimento, ovvero la delimitazione di Amore ad un rapporto reciproco fra due persone. Anche se il DeMauro ci tiene a sottolineare che questo accade "specialmente" tra persone di sesso opposto, non si esclude la possibilità di un amore omosessuale, ma non andiamo ad impergolarci in altre questioni...

Riassumendo.. condizioni di esistenza di Amore (in ordine di apparizione):

1- intenso (razionale+irrazionale)
2- esclusivo (tra due persone)
3- desiderio erotico ("amare", fisicità)
4- affetto ("bene velle", intesa, stima, fiducia, rispetto, etc)

Ora che abbiamo costruito delle basi, possiamo riprendere in mano gli esempi.
Catullo1 (cioè il Catullo che non conosce ancora bene Lesbia) ama Lesbia, il suo potrebbe essere Amore, poiché la ama spinto da un'irrefrenabile passione fisica, ma anche da una ricerca di affinità spirituale. Inoltre la considera l'unica e le dà fiducia (il famoso "foedus", il patto d'amore).
Lesbia ama Catullo, di sicuro fisicamente, forse anche spiritualmente (in quanto musa del poeta). PERO' il suo amore per Catullo non è esclusivo, ella ama con passione altri uomini. Ahia! Ci casca la seconda condizione di esistenza ! Se ne deduce che, nonostante l'amore di Catullo sia genuino, non essendo totalmente contraccambiato, non è perfettamente biunivoco, quindi casca integralmente la seconda condizione, e quello di Catullo per Lesbia non è Amore. Può essere tutto quello che si vuole, ma NON Amore. Catullo2, cioè il Catullo che ha scoperto la non esistenza dell'Amore, non può di certo smettere di amare, perché, pur potendo controllare la parte razionale (Apollineo) e dire che Lesbia non è la donna per lui, non può controllare quella irrazionale (Dionisiaco), e resta ineluttabilmente attratto da Lesbia, bruciato da una passione che lo tormenta nell'animo, lo tortura nello spirito ("sentio" ed "excrucior").
Amare una persona "per non sentirsi soli" non è Amore, in quanto mancherà la componente razionale (so di farlo per paura della solitudine) e/o quella irrazionale (se mi forzo ad amare una persona, di sicuro non potrò provare quella passione che ti investe come un treno in corsa).

Sidgi,
è vero, tendo un po' a prendere le difese del buon Catullo (come scrissi già sopra, sono un arbitro parziale), la sua passione potrebbe essere desiderio egoistico ed edonista e dunque chiuso verso sé stesso anziché aperto all'altro. Se per la prima parte ti dò pienamente ragione, per la seconda la vedo da un punto di vista diverso: voler bene ad un gatto è UGUALE a voler bene alla donna (o nel tuo caso all'uomo) della tua vita, perché i principi base sono gli stessi (fiducia, rispetto, etc), però il tuo gatto non lo puoi Amare perché mancano tutte le altre componenti di cui sopra (1, 2, 3). Inoltre voler bene ad un gatto è un sentimento a senso unico, nel senso che gli animali ci amano NON come pari ma come superiori, quindi in un rapporto servo/padrone (non per niente un cane è pronto a seguirci ovunque e a lottare fino alla morte per noi perché in noi vede la figura del capobranco).

Altri esempi a raffica:
- Lui ama Lei. Però la picchia / le fa le corna. Non è amore, perché manca perlomento il punto 4 (lo so, fa schifo scritta così, ma è per amor di sintesi)
- Romeo ama Giulietta. Ci sono tutti i punti: è un amore esclusivo, intenso, passionale, razionale. Finisce male. Peccato perché sarebbero stati felicissimi.
- Roger Rabbit (sì, il coniglio) ama Jessica. I punti 1, 2 ed il punto 4 ci sono, perché Roger ama solo Jessica e la rispetta, e viceversa. Il punto 3.. beh, non lo sappiamo, sappiamo che Jessica ama Roger perché "la fa ridere", se fosse l'unica motivazione, probabilmente non sarebbe Amore, almeno non secondo la nostra definizione.
Si potrebbe andare avanti con migliaia di esempi, ma credo che, pur non potendo conoscere fino in fondo le cose (ed avendo volutamente escluso tutti i "casi limite" che sono propri di un mondo imperfetto quale il nostro "Mondo Reale"), ci siamo creati un buono strumento per riuscire a grandissime linee a sondare il sentimento più complesso e meraviglioso del sentire umano.

E con questo mattone da 250 righe vi saluto, e vi auguro una buona serata (mi raccomando domani voglio vedere gli schemi con le analisi scientifiche dei più grandi amori della Storia, da Shrek e Fiona a Paolo e Francesca, da Dante e Beatrice ai coniugi Vianello).

Ciao, buona serata,

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#29   06 Ottobre 2005 - 03:49
 
Beh, ma dottorciolo, diamo per buono il teorema che esponi e partiamo dal presupposto che ci si possa fidare del dizionario per definire cosa è un sentimento, mi pare di notare una falla nel ragionamento, nello specifico l'ultimo assioma, e ti cito: l'esclusività del sentimento, ovvero la delimitazione di Amore ad un rapporto reciproco fra due persone. Esclusività del sentimento non significa necessariamente rapporto reciproco, infatti De Mauro recita sentimento intenso ed esclusivo verso qcn. L'amore è esclusivo nel senso che il MIO amore è solo verso quella persona, non che debba essere ricambiato. E non si può dire che non è amore se non è reciproco. Questo è utilitarismo: ti amo se mi ami.
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#30   06 Ottobre 2005 - 06:54
 
Verissimo, Selenitudine, il DeMauro (che abbiamo preso, per amor di semplicità, come Verità Assoluta) non parla esplicitamente di reciprocità. Il teorema l'ho costruito io, costruendo sull'assioma fondante la forma che più mi convinceva. Quindi la parte sulla reciprocità, come altri punti, fa parte del ragionamento è può essere discussa e confutata (se confutiamo l'assioma, invece, ci tocca ripartire da zero).
Quando parlo di reciprocità di Amore, ho in mente un rapporto che non è di causa effetto, ma di coordinazione: ti amo, mi ami. Perdonatemi l'immagine un po' troppo da Harmony, ma possiamo pensare a due rette che, in barba ad ogni criterio geometrico, si incontrano in un punto X per viaggiare parallele tra loro, indipendenti pur proseguendo nella medesima direzione. I binari di un treno. Non è che uno dei due ha deciso di camminare vicino all'altro. Si sono trovati lì, ma per qualche motivo (destino, fato, culo, chiamatelo come volete) erano nel posto giusto al momento giusto.
La differenza tra "causalità" e "coordinazione" è proprio quella che intercorre tra "l'amore" fra un padrone e il suo gatto e l'Amore fra due persone: il primo nasce da un rapporto di causa-effetto (non si può non sostenere che l'amore di un gatto per il suo padrone non sia basato sulla dipendenza e sulla necessità -protezione, cibo, caminetto, coccole..), mentre il secondo ha un carattere di gratuità: se dovessi scoprire di amare una persona IN QUANTO mi sento amato da essa, capirei razionalmente che non amo questa persona, e fondando il mio amore interamente su un sentimento che è meramente logico (sono amato, DUNQUE mi conviene amare), mancherebbe il coinvolgimento emotivo, anche nel caso in cui ci fosse un'attrazione fisica (es: "è carina, ci sta, me la faccio"). Un amante non corrisposto (come possiamo dire di Catullo, in un certo senso) può amare completamente, con la mente e con il cuore (rispettando tutti e quattro i punti del nostro assioma), ma se il suo sentimento non è corrisposto specularmente dall'altra persona, diventa inutile, e quindi decade, perché l'Amore (e su questo, come hai saggiamente notato, il DeMauro non si sofferma), è un sentimento incompleto nell'uomo, che può essere completato solo con l'apporto complementare di un'altra persona (nell'immaginario banalizzato, i due cuoricini a metà che coincidono perfettamente.. fa schifo ma dà bene l'idea). Bene, dopo questa overdose di nauseante sdolcinatezza mattutina, che vi eliminerà il bisogno di aggiungere il cucchiaino di zucchero nel caffé, vi auguro buona giornata, ho il treno che mi aspetta...

Ciao,
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#31   06 Ottobre 2005 - 08:36
 
qui la discussione si fa troppo seria per me e rispondo citando dante o jovanotti:-P

amor che a nullo amato amar perdona

tanto non sono d'accordo con nessuno dei due... (cazzo, la cosa grave è che son sicuro di jovinotti... )
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#32   06 Ottobre 2005 - 11:00
 
Esattamente, allo! :-)
Dottorciolo d'accordo sul fatto che sia meglio esser corrisposti, ma la mancanza di questa condizione non va a compromettere l'intensità del sentimento di chi ama senza essere amato, che, continuo a sostenere, sempre amore è! Amore disperato, amore triste anche alle volte, ma amore.
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#33   06 Ottobre 2005 - 11:50
 
Benarrivata sel vedi che è venuto fuori da un carma Catulliano. Concordo con te la mancata corrispondenza d'amorosi sensi non compromette l'intensità e la direzione del sentimento (che troppo spesso ha delle componenti masochistiche...).
A mio parere l'amore non è incompleto nell'uomo dottorciolo, di conseguenza non è incompiuto senza la corrispondenza del coinvolgimento dell'altra persona.
L'amore è l'uomo, la donna... Non ha bisogno di complementi né di completamenti umani o divini.
allo da ciò si desume che, contraddicendo Dante (e Jovanotti che ci tieni tanto) amor che a ogni persona amata consente di non ricambiare l'amore ... Mi dispiace per Paolo e Francesca ma non credo sia stato il sentimento amoroso a non conceder loro alternativa...
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#34   06 Ottobre 2005 - 14:10
 
Scusate, volevo cambiare post ma... Non riuscivo a non chiedervi una cosa: nel concetto di amore non dovrebbe esserci un qualcosa che potremmo definire progettualità?
Non era nemmeno nel teorema di dottorciolo mi pare...
Ma tutte quelle storie d'amore non finivano con la morte di entrambi o con un vissero insieme felici e contenti?
Oh, non mi appioppate strane idee che sono una sostenitrice di Henri de Régnier quando sostiene che "l'amore è eterno finchè dura" (lo so allo che è anche il titolo di un film di Verdone...).
Comunque mi pare che il futuro, la progettualità siano implicate nel discorso...
O, con la storia di vivere il presente, è una componente ormai uscita da questo discorso? Non credo sia in conflitto...
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#35   06 Ottobre 2005 - 14:26
 
e come fai a non buttare l'occhio sul domani?
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#36   06 Ottobre 2005 - 14:38
 
Esatto, allo nn si può vero? Mica dico fino a dopodomani! Ma almeno stasera e domani...
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#37   06 Ottobre 2005 - 15:44
 
sola i progetti per il futuro sono una componente fondamentale... e per me sono un ago della bilancia fantastico sui sentimenti che provo per una persona.
facendo un esempio personale... ho avuto una storia di 3 anni dove non siamo mai riusciti ad andare realmente al di là del semplice week-end successivo... ho incontrato il mio attuale compagno ed ho desiderato vivere con lui tutta la mia vita già dopo la prima settimana.
La cosa interessante è che spesso questo sentimento è reciproco. (vedi i miei due esempi)
ed allora, si ritorna al concetto di amore CORRISPOSTO e COMUNE che in comunione ti fa desiderare le stesse cose riguardo al futuro... progettandole in modo del tutto naturale.
ed allora non decidiamo a tavolino che se stiamo assieme 3 anni poi andiamo a convivere, semplicemente un pò alla volta ci si ritrova a vivere insieme e magari a desiderare di andare oltre...
ecco... questo è quello che penso anche perchè l'ho vissuto sulla mia pelle! :)
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#38   06 Ottobre 2005 - 16:21
 
Grazie sid>, grazie!
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#39   06 Ottobre 2005 - 16:47
 
Non sono d'accordo, io, invece... non credo che la progettualità faccia parte dell'amore. Romeo e Giulietta muoiono perchè non possono vedersi ORA... Non so, io credo che i sentimenti siano mutabili perchè nascono dall'animo che è mutabile. Io amo ora. E ogni giorno mi sveglio e so di amarti ancora, di quel che accadrà domani, mentre amo, non m'importa.
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#40   06 Ottobre 2005 - 16:57
 
Ecco sel è proprio questo il punto... Lo amo ora e quando lo ami pensi che lui ci sarà sempre... O no? Certo che puoi può mutare. Ho detto che anche secondo me l'amore non è eterno...
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#41   06 Ottobre 2005 - 16:59
 
Prima lo pensavo anche io, ora non m'importa più se ci sarà sempre oppure no. L'importante è che ci sia adesso! :-)
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#42   06 Ottobre 2005 - 17:07
 
Prima pensavo come te... Ma quando adesso diventa "quando vuole lui" forse non è lo stesso adesso.
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#43   06 Ottobre 2005 - 18:10
 
uhm...non dimentichiamoci pero' che spesso i Romani e i Greci parlavano di amore riferendosi a quello tra compagni d'arme o di filosofia; di passione, invece, e sesso riferendosi a quello tra uomo e donna!
--
exesofblu
utente anonimo

#44   06 Ottobre 2005 - 20:18
 
Beh, diciamo che i termini riflettono la cultura in cui si usano. Certo exesofblu (e benvenuto!) ma potremmo anche prendere in considerazione l'espressione dei sentimenti attraverso i termini anche nella cultura orientale e sarebbe ancora diverso.
Cercavamo di parlarne in termini di hic et nunc prendendo spunto da Catullo. Insomma parlavamo di noi...
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#45   06 Ottobre 2005 - 21:02
 
Tentativo di dirottamento letterario, con la scusa della questione della progettualità, e del "domani":

"A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. [...] E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio."
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#46   06 Ottobre 2005 - 21:19
 
dottorciolo la fonte? Alessandro Baricco in "Novecento". Ma in OceanoMare dice: "forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano- e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore-tristezza, forse-perfino tristezza-desiderio- quando lo racconteranno non diranno la parola amore - mille parole diranno, taceranno amore".
Così è se a te pare dottorciolo sono rimasta in tema?
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#47   06 Ottobre 2005 - 22:29
 
30 cum laude (per l'immediato riconoscimento della fonte, per il nesso con Oceano Mare, per la citazione perfettamente a tema). Se mi è concesso dare voti, ovvio ;)
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#48   06 Ottobre 2005 - 22:36
 
Onorata dottorciolo assolutamente onorata!
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#49   06 Ottobre 2005 - 22:55
 
L'amore, almeno per quanto mi riguarda, ha una grossa componente di attrazione fisica che spesso obnubila la vista. Se amo una persona tendo molto a proiettare su di lei un'aura che vedo solo io; rispetto a chi voglio bene, invece, mi riesce facile essere più realista. In breve, direi che voglio bene alle persone per quello che sono e le amo per come mi fanno sentire.
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#50   06 Ottobre 2005 - 23:58
 
mit dici che ha una grossa componente di attrazione fisica e poi che le ami per come ti fanno sentire... Vuol dire che ami chi è attratto da te? Ami chi ti ama?
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